Esistono molte ditte che hanno dovuto chiudere per irregolarità dovute alle infrazioni delle norme sui trasporti internazionali. Di fatti l’Unione Europea rilascia una licenza, la cosiddetta Licenza Comunitaria senza la quale una ditta non può effettuare spedizioni internazionali né tanto meno effettuare trasporti internazionali di merci. La licenza viene rilasciata dallo stato membro in cui ha sede la ditta, (nel caso di una ditta italiana viene rilasciata dall’Italia quindi), ma può essere revocata se non si rispettano determinate norme. La licenza comunitaria dura cinque anni e può essere rinnovata con una semplice richiesta, ma può essere anche revocata prima che scadano i cinque anni.
Vediamo quali sono le condizioni per cui una ditta si vede ritirata la licenza Comunitaria.
In primo luogo se il titolare della ditta non soddisfa più le condizioni di trasporto che vengono richieste nel momento in cui si fa iscrizione all’albo che tutela la professione dei trasporti internazionali.
In secondo luogo nel caso in cui al momento del rilascio della licenza siano state fornite informazioni non riscontrabili nella realtà e quindi non veritiere la stessa licenza viene ritirata, ovviamente per questa motivazione servono appurati controlli.
In terzo luogo il ritiro della licenza può anche riguardare le copie che della stessa licenza si portano su tutti i veicoli. Per legge infatti la licenza è rilasciata in una sola copia originale custodita dalla ditta ed in più copie da portare su tutti i mezzi della ditta. Se un camion della ditta o un furgone si trova in un paese straniero e viola le norme del paese di destinazione della merce che trasporta, allora il paese di destinazione può decidere di revocare la licenza per quel veicolo. La revoca può essere in maniera temporanea o definitiva, dipende dalla gravità dell’infrazione fatta dal guidatore.
Per non incorrere nel ritiro della licenza è bene quindi che le ditte che ne fanno richiesta abbiano tutti i requisiti per l’esercizio della professione, siano iscritti all’albo, non celino informazioni utili al momento della richiesta della licenza e formino adeguatamente i proprio conducenti sulle norme dei paesi di destinazione.

C’è un po’ d’Italia che tutto il mondo conosce e racchiusa nelle note di “O sole mio” “Reginella” ed altri classici della canzone napoletana. Se infatti il nostro paese è così conosciuto nel mondo è perchè esiste da sempre la musica popolare napoletana che si è diffusa in tutto il mondo.
Nel 2013 vedrà la luce un’autentica città delle donne. Si chiamerà Hafuf la futura città destinata ad ospitare solo il sesso femminile. Sorgerà nella provincia di Al-Sharqiyya in Arabia Saudita. Perchè far nascere una città in provetta? Sembrerebbe che l’obiettivo sia stimolare il lavoro femminile. In questo paese infatti nonostante il fatto che la legge islamica non vieti il lavoro alle donne soltanto il 15% delle rappresentanti del sesso femminile sono effettivamente attive nel mondo lavorativo. La cittadella delle donne darà lavoro a 5 mila persone, ma dovranno essere tutte donne.
In tempi di crisi anche il mestiere più vecchio del mondo è in difficoltà economiche. La prostituzione infatti da secoli non ha di certo problemi di “clientela” e che siano escort da 500 euro a sera o semplici disgraziate all’angolo della via da 20 euro a prestazione, il mercato non ha mai conosciuto crisi. Ma se ad essere in crisi sono i clienti ovviamente cala anche l’attività delle prostitute. A denunciare questa situazione è il comitato dei diritti civili delle prostitute che denuncia un vero e proprio calo dei prezzi previsti per le prestazioni sessuali. La media ante crisi era di circa 50 euro a prestazione sessuale, mentre adesso al fronte della crisi si è passati anche a soli 5 euro per rapporto sessuale.